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Tertill, il Roomba dell’orto

Se lo scorso dicembre con la Tredicesima vi siete regalati un Roomba che pulisce i pavimenti di casa da solo, con la Quattordicesima dovete allora prenotare Tertill, il “Roomba dell’orto” che toglierà le erbacce al posto vostro.

Tertill: a weed-killing robot

Meet Tertill, a weed-killing robot for your garden.

Pubblicato da Circuit Breaker su Domenica 18 giugno 2017

 

Tertill è un piccolo robot creato da Franklin Robotics, un piccolo team di ingegneri americani che ha partecipato anche al progetto del classico Roomba.

Il principio di funzionamento è lo stesso del suo fratello domestico: il robottino si muove sul terreno e grazie a un sensore identifica i germogli di erbacce, più piccoli rispetto alle piante, e li taglia subito con una piccola lama.
E’ molto piccolo e così può muoversi agilmente tra le piantine con le sue ruote speciali appositamente disegnate per non restare bloccate nella fanghiglia. Ad alimentare Tertill ci pensa un pannello solare che gli garantisce una autonomia praticamente illimitata.

Tertill è sicuramente una soluzione molto più ecologica rispetto agli erbicidi che consentirà di avere un orto sempre in ordine senza dover stare chinati per ore.

Potete contribuire a finanziare il progetto su Kickstarter e aggiudicarvene uno non appena inizierà la produzione in serie, nel 2018: iniziate a pensare come occupare il tempo libero dalle erbacce!

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Aiuto, c’è un serpente nel mio orto!

Lucciole per lanterne, fischi per fiaschi: i modi di dire si sprecano e tutti sarebbero adatti per riassumere la disavventura – se così si può definire – di Giovanna, una signora ligure vittima di un “serpente”.

Appena svegliata e con la vista ancora appannata dal sonno, da brava orticultrice Giovanna è andata a innaffiare l’orto, un compito da fare di prima mattina visto il grande caldo di questo periodo.

Ma ad un certo punto l’acqua ha smosso una foglia e ha rivelato una figura lunga, sottile, verde: un serpente!
In estate bisce e serpentelli sono animali piuttosto comuni da incontrare in campagna e in rari casi possono esserci addirittura velenose vipere.

Spaventata da questo incontro inaspettato, Giovanna è subito andata a prendere un bastone per immobilizzare l’animale: muovendosi lentamente per non farlo fuggire, ha spostato le foglie ed ecco il “rettile”:


Una zucchina trombetta!

Per chi non conoscesse questa varietà, si tratta di una zucchina sottile e lunga tipica del territorio ligure che “strisciando” in cerca di luce può davvero prendere forme curiose che ai più distratti possono ricordare appunto quelle di un serpente.

Scampato il pericolo, la signora Giovanna ha preparato con il sedicente serpente una squisita torta salata.

Curiosi di scoprire le molteplici forme delle zucchine trombette? Cercatele in un orto vicino a voi su bjull.com!


Fonte e foto da www.riviera24.it

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Verdure Musicali

Dopo aver raccolto Patate Mozart, Zucchine Trombette, Funghi Tamburelli e dopo aver letto il libro di Peppe Vessicchio su musica e pomodori, qualche hobby farmer amante delle sette note potrebbe volersi spingere oltre e provare a suonare con le verdure del suo orto: c’è però qualcuno che lo ha già fatto.

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Ritorna il pomodoro dal sapore di una volta

La Liguria ha il Cuor di Bue, la Campania il San Marzano, il Fiaschetto in Puglia: tante le regioni di Italia quante sono le varietà di pomodori.
Ma da anni, in ogni regione, nei supermercati si trovano pomodori insapore e annacquati.

Più prodotto di minor qualità quindi, ma possiamo ancora ritrovare i sapori di una volta nella grande distribuzione?

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Spinaci contro le mine antiuomo

Gli agricoltori lo sanno bene: le piante non sono inermi ma hanno una sensibilità a percepire cambiamenti nell’ambiente. Basti pensare ai girasoli che seguono appunto il corso del sole nel cielo o alle piante carnivore che si chiudono quando un insetto si posa su di esse.

I ricercatori del MIT sono partiti dallo studio di queste reazioni biochimiche per capire come le piante possono aiutare nel monitoraggio della qualità dell’aria e del terreno.

Protagonisti di questa ricerca gli spinaci, una pianta molto comune e facile da coltivare.
Grazie alla nanotecnologia (non agli OGM) hanno impiantato all’interno delle foglie dei nanotubi attraverso i quali passano acqua e sostanze minerali presenti nel terreno.

This bionic spinach can detect bombs

Not just a superfood: how spinach can detect explosives. Read more: http://wef.ch/2gId61p

Source: MIT News

Pubblicato da World Economic Forum su Lunedì 2 gennaio 2017

 

Tra le sostanze minerali ci possono essere anche particelle di composti esplosivi sepolti nel terreno: attraverso particolari sensori hanno dimostrato che è possibile monitorare e identificare con altissima precisione aree in cui si trovano sepolte le terribili mine antiuomo.

Una volta messa a punto questa tecnica, basterà seminare le aree sospette con questi “spinaci artificieri” per aiutare a sminare e rendere sicuri i terreni.
E perché no, usarli per l’agricoltura!

 

 

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Natale con i (prodotti) tuoi

Le Festività Natalizie si sono appena concluse e come da tradizione è tempo di bilanci: superata la classica gara pandoro o panettone, l’analisi dei consumi alimentari delle feste rivela un dato molto più interessante: frutta e verdura di stagione sono i veri vincitori di questo Natale!

Secondo Slow Food, sono passati gli anni della frutta tropicale e ananas e ciliegie del Sudafrica hanno lasciato il posto ad arance Siciliane e mele del Trentino, a conferma di un trend che negli ultimi anni vede i consumatori preferire sempre di più prodotti locali anche in una stagione come l’inverno.

Una scelta, quella dei consumatori italiani, sempre più ecosostenibile e a vantaggio delle piccole aziende agricole locali: l’Italia è la terra della biodiversità e la scelta nell’orto non manca mai, neppure in inverno.
Dai fichi alla frutta secca, dalle clementine ai carciofi, tutti questi prodotti agricoli potete trovarli su Bjull!

 A Natale siamo stati quindi tutti più buoni e lo è stata anche la nostra tavola! 🙂

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L’oro preferito dai DiCaprio

La famiglia DiCaprio sembra avere una passione per il colore oro: se Leonardo insegue quello delle statuette degli Oscar, mamma Irmelin lo cerca nelle bancarelle dei mercati!

Mentre si trovava in vacanza a Lerici, in Liguria, si è infatti soffermata a fare scorta di dorato miele del Parco di Montemarcello Magra. Secondo il Secolo XIX, ha talmente apprezzato questo prodotto locale da scrivere poi al presidente del Parco una lettera piena di complimenti e di elogi agli apicultori liguri.

Magari un po’ di quel miele ligure è servito ad addolcire le giornate di Leonardo, da sempre impegnato nella lotta per promuovere stili di vita sostenibili contro il Riscaldamento Globale.

Se anche voi volete fare qualcosa di ecosostenibile, cercate sul sito miele a chilometro zero, prodotto da apicultori della vostra zona!

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Un angolo di Sudamerica in Liguria

Il territorio al confine tra Italia e Francia è considerato il luogo con il clima migliore di tutta l’area del Mediterraneo: proprio qui, a la Mortola (una frazione di Ventimiglia), il botanico inglese sir Thomas Hanbury decise di fondare un giardino sperimentale per l’acclimatazione di specie arboree tropicali.

Dopo oltre un secolo, l’eredità di Hanbury è stata raccolta da Pierangelo Fazio che nel suo giardino di Latte (altra frazione costiera di Ventimiglia) non si limita ad alberi e fiori ma coltiva prelibatezze tropicali.
 
granadilla

Il suo orgoglio è la Granadilla: questo dolcissimo frutto nasce tra Bolivia e Venezuela, molto lontano dalle coste liguri.
Dall’Amazzonia all’Italia, questa pianta è riuscita a crescere non solo grazie alla passione e ai suoi studi di botanica ma anche grazie a un clima unico che garantisce sole e temperature miti per tutto l’anno.

Oltre all’aspetto dorato e al cuore burroso, tipico di molti frutti del Sudamerica, la vicinanza al mare ha dato a questa Granadilla un valore in più, portando anche un sentore salmastro che la rende davvero unica.

Nell’orto di Pierangelo, oltre alla Granadilla danno frutto anche altre coltivazioni tropicali come Mango, Papaya e Frutto della Passione, varietà che in questo angolo di Liguria hanno trovato le stesse condizioni climatiche del Sudamerica.

In mezzo a questi frutti tropicali non è che un domani Pierangelo troverà anche un pappagallo al posto dei gabbiani? 🙂


L’immagine è tratta da www.mauroolivieri.it

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L’orto dell’eterna giovinezza

Vita sana, ritmi rilassati e cibo genuino: il segreto della longevità lo conosciamo, ma la frenesia quotidiana ce lo fa spesso dimenticare. Non lo ha però dimenticato Mbah Gotho, l’uomo più longevo al mondo.


Nato in Indonesia il 31 dicembre 1870 (!), segue da sempre i principi di vita sana e senza stress.
Anche se le autorità hanno qualche dubbio sull’autenticità del suo certificato di nascita, come ha fatto ad arrivare a quell’età?

Punto di forza della longevità di Mbah è il cibo: da sempre si occupa della cucina di casa, occupandosi personalmente dell’orto che dà sostentamento a tutta la sua famiglia.
L’alimentazione quindi è l’ingrediente imprescindibile per arrivare in salute a una età avanzata, a cui però lui aggiunge un ingrediente segreto, la pazienza, utile sia nella vita sia nell’hobby farming.

renzobis

Chissà invece qual è il segreto di Renzo, il nostro bjuller più anziano: con i suoi 89 anni è un ragazzino se paragonato all’indonesiano, ma in comune hanno la passione per l’alimentazione sana e l’orto!

Provate a contattarlo e fargli visita: chissà che non voglia svelarvi il suo ingrediente segreto! 🙂

 

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Un orto da record

Conoscerete sicuramente la fiaba che racconta di una magica pianta di fagioli cresciuta talmente alta da arrivare oltre le nuvole.

A Gorizia la fiaba è diventata realtà: nell’orto di Laura e Oreste crescono prodotti da record!

GirasoliRecord

La storia inizia nel 2010 quando i due pensionati hanno per caso provato a piantare un girasole usando i semi destinati al canarino di casa: l’altezza ha superato da subito i normali standard di dimensione, tanto da attirare l’attenzione di numerosi giornali che hanno iniziato a indagare, senza però scoprire ancora il segreto di questo orto dei miracoli.

La curiosità li ha portati poi a sperimentare con altri prodotti e anche qui sono arrivati raccolti da record: al primo raccolto zucche di 30 kg , carciofi alti due metri, girasoli di 50 cm di diametro e molto altro.

Ora Laura vuole entrare nel Guinness dei primati con i suoi girasoli: obiettivo è superare i 4 metri di altezza. Ce la farà?

E voi, avete mai raccolto un prodotto da record nel vostro orto?
Pubblicate una sua foto su Instagram e menzionate il nostro profilo @hi_bjull!