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Souvenir a chilometro zero

Oltre ai selfie e alle foto di panorami mozzafiato, che souvenir si portano a casa gli italiani dalle ferie estive 2016?

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Secondo uno studio di Coldiretti, oltre il 60% dei turisti sceglierà come ricordo delle vacanze prodotti agroalimentari provenienti dai territori che ha visitato.

Olio d’oliva, vini ma anche formaggi, salumi e conserve: ad avere successo sono i prodotti classici del Made in Italy, grazie alla loro distintività e il legame unico con il territorio. Ma c’è anche un valore più profondo dietro questa scelta: per chi sceglie come meta delle vacanze i luoghi di origine, portarsi a casa i prodotti di quella terra diventa un modo per rigenerarsi e rinnovare il legame con la propria storia familiare.

Tutto a scapito dei banali souvenir massificati e Made in China come calamite da frigo, abbigliamento o artigianato: oggetti che non sono sempre l’espressione di un territorio e dove la fregatura è talvolta dietro l’angolo

E voi, cosa porterete a casa da queste vacanze? 

Liguria, Puglia, Sicilia, Calabria: su Bjull c’è un bjuller pronto con i suoi prodotti vicino a ogni autostrada, fate una deviazione e riempite il bagagliaio di tradizioni e di buon cibo! 


L’immagine della calamita è tratta dalla pagina Facebook Cinesate Tarocchissime. 

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Il bruco che ama l’origano

Un vecchio residente è tornato a far visita alle Cinque Terre, in Liguria: è un bruco dal nome enigmatico “Sfinge dell’Epilobio”.

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Si tratta della larva di una innocua farfalla notturna che vive nei caldi ambienti collinari mediterranei. La sua dieta varia: da larva/bruco ama piante officinali come l’epilobio, mentre da adulto predilige una delle piante aromatiche più tipiche dell’area mediterranea, l’origano.

Questo bruco/farfalla è una specie protetta molto rara e protetta e per tutti i bjuller liguri (e non solo) incuriositi abbiamo qualche suggerimento:

  • ripulite i vostri terreni da rovi o altre specie ruderali, in modo da ricreare l’habitat ideale;
  • non usate pesticidi;
  • anche se sembrano un Pokemon da acchiappare, non toccate le larve;
  • piantate tanto origano!

Renderete così felici tutti questi bruchi e anche altre persone con cui potrete condividere ottimo origano bio e a km0!

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L’orto in ufficio

Merendine del distributore automatico, “schiscie” fredde e dubbie insalatone dal bar all’angolo: gli uffici non sono decisamente il luogo del cibo sano. Per non parlare poi degli spazi di ristoro: tra un calcetto e una pianta finta, il verde è un sogno di plastica.

Per chi invidia la vita del contadino ma lavora in ufficio, in Giappone c’è una azienda che ha reso realtà i loro sogni: Pasona Group.

Urban Farming at Work in Tokyo

Forget farm to table, how about farm to office desk?

Pubblicato da AJ+ su Giovedì 14 luglio 2016

 

Una risaia in reception e pomodori in conference room sono solo un paio delle tantissime trovate di questo rivoluzionario ufficio. Per combattere lo stress, i dipendenti dedicano parte delle loro ore di lavoro alla cura delle piante e tutti i prodotti raccolti vengono poi usati nella mensa aziendale: un vero centimetro zero!

Mangiare il pranzo seduti alla propria scrivania non è mai stato così sano!

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Arriva lo Shazam per le piante

La tecnologia lo sappiamo ha fatto incredibili passi avanti, basta pensare a tutto quello che possiamo fare con in mano il nostro smartphone.

Applicazioni di ogni tipo che permettono dall’ascolto dell’ultimo pezzo del nostro cantante preferito all’estratto conto bancario… perché non una dedicata alla scoperta del verde intorno a noi?

Quante volte ci siamo chiesti se quella pianta vista nel giardino vicino fosse una specie piuttosto che un’altra? Dei ragazzi francesi hanno trovato la soluzione a portata di smartphone!

Con l’applicazione Pl@ntNet infatti potete inquadrare la pianta che volete conoscere meglio, e vi fornirà tante informazioni e la possibilità di condividere subito sui social cosa avete trovato.

Ma non solo, inquadrando la pianta avrete in tempo reale anche informazioni sulla famiglia della pianta, per scoprire anche similitudine con altri fiori della stessa famiglia.

Ora non vi resta che scaricarla e provarci..quando scoprite cosa volete poi tornate su www.bjull.com per vedere se altri amici in zona lo condividono! 🙂

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Contadino, ti voglio bene

Fino a qualche anno fa, molti erano convinti che avremmo fatto la spesa di frutta e verdura solo online.
A volte però il futuro ama mascherarsi da passato per rientrare nelle nostre vite sotto un’altra forma.

Gli ultimi dati di Coldiretti presentati a Cibus raccontano che oggi acquistiamo sì frutta e verdura online, ma non abbiamo dimenticato il vecchio contadino, anzi lo amiamo come non mai: il 25% degli italiani – 1 su 4 – si rivolge abitualmente a un contadino per acquistare prodotti da portare in tavola.

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Aumenta quindi il consumo di prodotti a km0 e si valorizza il territorio sia dal punto di vista economico che di biodiversità. Frutta e verdura, bio e di stagione, sono i prodotti più venduti negli oltre 10.000 farmers market diffusi sul territorio, con vini, formaggi, conserve e olio d’oliva tra gli altri prodotti in maggior crescita.

Con Bjull potete trovare questi e molti altri prodotti vicino a voi, conoscere gli agricoltori e hobby farmer che li hanno coltivati e andarli a raccogliere in un orto vicino casa: cercateli sulla mappa!

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Il boom dell’hobby farming

Puntuale con l’arrivo della primavera cresce la voglia di stare bene: le palestre si riempiono, le estetiste non hanno più un’ora libera e c’è voglia di mangiare cibi freschi e sani.

Per mangiare sano, alcuni iniziano a seguire improbabili diete, ma molti coltivano da soli frutta e verdura sul balcone di casa o trasformano il giardino in un orto.
L’hobby farming è una passione che di anno in anno coinvolge sempre più italiani ma che quest’anno sta avendo le dimensioni di un vero e proprio boom: secondo Coldiretti addirittura 1 italiano su 4 coltiva cibo! Si tratta di una tendenza che riguarda in modo trasversale donne e uomini da nord a sud, che aiuta anche chi vive in città ad avere una produzione casalinga di ortaggi freschi di stagione.

Numeri di questo livello non passano inosservati: il TG5 di domenica 8 maggio ha dedicato a questo fenomeno un ampio servizio di apertura. Guardatelo al link.

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http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/frutta-e-ortaggi-e-boom-del-fai-da-te_617016.html

Questo nuovo tipo di fai-da-te ha creato una nuova generazione di hobby farmer sempre più attenti ed esigenti, e anche una crescita di soluzioni per migliorare la qualità del proprio verde, come consulenze di giardinaggio e siti internet dedicati.

In questo grande movimento c’è spazio anche per Bjull: se volete trovare nuovi amici con cui condividere la vostra passione per l’hobby farming, registrate il vostro orto! Così con i vostri vicini di casa avrete qualcosa di positivo di cui parlare, non solo le lamentele per i parcheggi. 🙂

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Compriamo il latte delle Valli Genovesi!

Chi segue le vicende agroalimentari nazionale avrà sicuramente letto in questi giorni del caso “Allevatori delle Valli Genovesi vs. Parmalat”.
In breve: la multinazionale ha deciso di non rinnovare i contratti di approvvigionamento che aveva con i produttori locali, costringendoli letteralmente a buttare nella spazzatura la produzione di latte giornaliera.

E’ ovvio che le ricadute di una situazione simile possono essere devastanti per l’occupazione, l’economia e per tutto il territorio.

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Ci sono però gruppi di consumatori che hanno deciso di sostenere la causa degli allevatori in un modo fantastico: invece del supermarket, hanno iniziato ad acquistare il latte presso i distributori automatici che sono sparsi per il territorio della provincia di Genova.
Ce ne sono a decine e ogni giorno vengono riforniti con il latte freschissimo proveniente dagli allevamenti delle Valli Genovesi.

Quella che è nata come una crisi si sta rivelando una grande occasione per sostenere l’economia locale e il consumo a chilometro zero.

Anche noi di Bjull volevamo fare qualcosa per contribuire a risolvere un problema che ha colpito una terra importante per noi: la Liguria.
Cosa potevamo fare? Lo stesso che facciamo per frutta e verdura locali: geolocalizzare i distributori di latte locale sulla nostra mappa! In questo modo saranno più facili da trovare per i bjuller genovesi.


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In arrivo l’anguria disidratata

Tra qualche mese arriverà il caldo e con esso la voglia del frutto iconico di questa stagione: l’anguria.

Come tutti i bjuller sanno, si tratta di un frutto che occupa tantissimo spazio. Ecco quindi che per venire incontro alle esigenze degli hobby farmer che vivono in appartamento, l’azienda agricola francese Pois Sons ha ibridato per la prima volta al mondo i semi per coltivare l’anguria disidratata.

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Dopo un periodo di maturazione molto ridotto, le mini angurie sono pronte per il consumo: basta metterle nel lavandino di casa, immergerle in due litri d’acqua e nel giro di 20 minuti, ecco la vostra anguria, pronta e succosa!

Niente OGM, solo un lunghissimo lavoro di ibridazione iniziato nel 1960 dalla famosa botanica inglese Lady April Fish.

Le consegne di questi prodotti iniziano oggi 1º aprile e il sito per prenotare è questo.

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Patate marziane

Tra i protagonisti degli Oscar 2016 ci sarà anche Matt Damon che nel film The Martian (candidati come miglior attore e miglior film) interpreta il ruolo di Mark Watney, un botanico della Nasa che si ritrova suo malgrado disperso sul pianeta Marte.

Vi domanderete cosa questo film c’entri questa storia con l’agricoltura: senza spoilerare nulla, guardate questa scena.

Matt Damon – alias Mark Watney – riesce infatti a garantirsi una abbondante riserva di cibo grazie alle sue conoscenze di botanica mettendosi a coltivare patate sul suolo di Marte e diventando così il primo bjuller marziano! 🙂

Fantascienza? Assolutamente no! 
Dopo aver raccolto nel 2015 la prima lattuga idroponica a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, la Nasa sta effettivamente studiando una serie di colture adatte al suolo marziano. E sembra che le piante più adatte al suolo marziano siano i ravanelli e una varietà di patata peruviana.

E voi, vorreste imparare a coltivare patate?
Non è il caso di chiamare la Nasa o di andare fin su Marte: chiedete agli amici di Verdure sott’Oglio che in questi giorni le stanno piantando vicino Mantova, proprio con lo stesso metodo che usa Matt Damon in The Martian!

Finto di tagliare tutti i 300 kg di patate bianche rosse e gialle…aspettiamo che si asciughino per poi piantarle!evviva!

Pubblicato da Verdure sott’Oglio su Venerdì 26 febbraio 2016

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Le verdure più odiate dai bambini secondo Inside Out.

Broccoli o peperoni?

Sembra che queste siano le verdure più odiate dai bambini, almeno secondo Inside Out, il film Pixar candidato agli Oscar come miglior pellicola d’animazione.

Ricordate la scena in cui Riley viene “salvata” da Disgusto rifiutando con orrore un piatto di broccoli?

Ebbene, nella versione giapponese del film i broccoli sono sostituiti da peperoni verdi: sembra infatti che, a differenza dei loro coetanei europei e americani, i bambini in Giappone vadano matti per i broccoli. Da qui, l’esigenza di cambiare la scena per renderla più verosimile al pubblico di quel paese.

Guardate la differenza:

Avete anche voi problemi a far mangiare le verdure ai vostri bambini?
Su Bjull ce ne sarà sicuramente una che piace anche a loro!