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Come smaltire l’albero di Natale.

Finite le feste, puntuale come ogni anno arriva il domandone: che ne faccio dell’albero di Natale?

Anche se ormai è la plastica a farla da padrone, sono sempre tante le famiglie che continuano ad apprezzare il profumo e l’atmosfera che solo un albero vero sa dare.
Non tutti però hanno un giardino o un terreno dove posizionarlo in attesa dell’anno prossimo e quindi bisogna trovare un modo sostenibile per smaltirlo.

San Francisco hanno trovato la soluzione più creativa ed ecosostenibile che ci sia: mangiarlo!
Se l’albero di Natale per un umano ha un gusto un po’ “pungente”, agli animali della fattoria sembra piaccia moltissimo: guardate queste capre con che foga lo divorano! 😀

Se il cibo a km0 si può trovare anche nel salotto di casa, voi che non siete capre dovrete allontanarvi un po’ e cercarlo intorno a voi!

Ma non preoccupatevi: potete trovare frutta e verdura di stagione più vicino di quanto pensate!
Cercate sulla mappa l’orto più vicino!



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Arriva in cucina il frantoio domestico.

L’Italia è piena di hobby farmer che coltivano l’olivo e producono “in casa” ottimo olio extravergine: basta dare un’occhiata al nostro sito per vedere quanti ce ne sono lungo tutta la penisola.

Di solito però, con “in casa” si intende che la raccolta avviene negli oliveti di famiglia e tutti i parenti aiutano – chi più e chi meno. C’è però una azienda che ha preso alla lettera quel “in casa” e ha trovato il modo di frangere le olive direttamente DENTRO casa.

Tutto questo è possibile grazie a Olivia, il primo minifrantoio domestico capace di produrre olio d’oliva in pochissimo spazio.

Il funzionamento è lo stesso di un frantoio “vero”, l’ingombro è minimo e la resa è ottima. Almeno stando alle dichiarazioni di Il Mulino, l’azienda ligure che ha brevettato di questo curioso macchinario.

Dopo la Nespresso dobbiamo quindi fare spazio in cucina per un frantoio domestico?
Forse però è meglio continuare a rivolgersi a un “normale” frantoio che garantisce una resa e una qualità migliore dell’olio e garantisce un trattamento dei residui di frangitura che tutela davvero l’ambiente.

Se però siete dei food makers e cercate una nuova sfida, dopo il pane e la birrificazione, l’oleificazione domestica sarà la vostra nuova passione! 


Cerca i produttori di olio extravergine di oliva più vicini a te: trovali sulla mappa!

OliveTaggiasche

 

 

 

 

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Il “patentino” per l’orto: verità o bufala?

Da giorni nei gruppi Facebook dedicati all’agricoltura non si parla d’altro: il “patentino” per l’orto di casa.

Ma è tutto vero quello che leggiamo, oppure è la solita bufala?

Si parla di “corsi da seguire” ed “esami da superare” per chiunque voglia coltivare sul terrazzo anche solo un po’ di basilico per una Caprese. E poi, immancabile, l’annuncio di una “nuova tassa sull’orto”.

Ma gli hobby farmer hanno davvero di che preoccuparsi?

La risposta è semplice: NO.

Questo documento scritto dal servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna spiega molto bene come funzionerà il famigerato “patentino”: si deve adeguare alla “nuova” (è del 2009) normativa solo chi acquista “una tipologia di prodotti fitosanitari definita professionale”.
Che tradotto dal legalese vuol dire che solo le aziende agricole devono ottenerlo, cioè quelle con una grande produzione e che utilizzano prodotti particolari e potenzialmente pericolosi per chi non è addestrato a maneggiarli.

Per il vostro piccolo orto domestico non cambierà nulla!


Per approfondimenti: 1 | 2